Emozione e razionalità: due concetti quasi diametralmente opposti. Il primo ci guida nelle scelte e nei comportamenti più istintivi e scaturisce in maniera automatica e profonda. Il secondo riflette il nostro modo di comportarci nel quotidiano e procede per schemi logici partendo da premesse ed arrivando a conclusioni. Quando ci troviamo davanti ad una scelta siamo perennemente collocati in questi due contrasti ove spesso uno indica il percorso esattamente contrario dell’altro.
Quale può essere migliore?
Dipende dalle situazioni, ma quando facciamo i conti con le difficoltà da affrontare, la priorità è sempre quella del preservarsi e del non soffrire.
In tal senso le emozioni ci guidano verso ciò che sentiamo essere il meglio per noi e verso ciò che sentiamo poterci fare star bene.
Purtroppo, però, segue spesso una fase ricattatoria. Come se cedere ad un’emozione, ad un progetto non sia consentito. L’obiettivo ci sembra andare in contrasto con il nostro modo di vivere e con le aspettative. Non solo le nostre, ma anche (e forse soprattutto) degli altri: familiari, parenti, amici, colleghi, ecc.
Ci facciamo allora pervadere dal senso di colpa e la razionalità ci impedisce di proseguire, bloccandoci. Noi non possiamo e non dobbiamo però essere come soldati. Quindi se l’istinto ci guida nella retta via, la razionalità dovrà servire a concretizzare l’affermarsi del nostro progetto e non ad ostacolarlo. Solo in questa ottica potremo proseguire verso il nostro benessere.